Tindari

L’area archeologica di Tindari si trova nel comune di Patti in Sicilia.
Località storicamente nota anche coi nomi di TindarioTindaridaTindaride

Gli Studiosi affermano che è difficoltoso individuare la cultura di Rodi-Tindari in un determinato lasso temporale, ma è più probabile si collochi nell’età del bronzo antico, tra il XX ed il XVII secolo a.C.

Inoltre, gli studi di Luigi Bernabò Brea e Madeleine Cavalier, hanno fatto ipotizzare che la successiva cultura di Thapsos-Milazzese, collocata nell’età del bronzo medio, tra XVI e XIII secolo a.C., si sia originata proprio da quella di Tindari

Tindari è situata su un promontorio costiero che si sporge, da un’altezza di 268 m, a picco sul mar Tirreno e sulla Riserva naturale orientata dei laghetti di Marinello.

La riserva ai piedi del promontorio è collegata all’area sacra e al parco archeologico mediante il sentiero denominato Coda di Volpe.

I resti della città antica si trovano nella zona archeologica in discreto stato di conservazione, per lo scarso interesse di un reimpiego dei blocchi di pietra arenaria di cui erano costituiti.

I primi scavi si datano al 1838-1839 e furono ripresi tra il 1960 e il 1964dalla Soprintendenza archeologica di Siracusa e ancora nel 1993, 1996 e 1998 dalla Soprintendenza di Messina, sezione dei beni archeologici.

Sono stati rinvenuti mosaici, sculture e ceramiche, conservati in parte presso il museo locale e in parte presso il Museo archeologico regionale di Palermo.

L’impianto urbanistico, risalente probabilmente all’epoca della fondazione della città, presentava un tracciato regolare a scacchiera.

Si articolava su tre decumani, strade principali (larghezza di 8 m), correvano in direzione sud-est – nord-ovest, ciascuno ad una quota diversa, e si incrociavano ad angolo retto e a distanze regolari con i cardini, strade secondarie e in pendenza (larghezza 3 m).

Sotto i cardini correva il sistema fognario della città, a cui si raccordavano le canalizzazioni provenienti dalle singole abitazioni. Gli isolati delimitati dalle vie avevano un’ampiezza di circa 30 m e una lunghezza di 77 o 78 m.

Uno dei decumani rinvenuti nello scavo, quello superiore doveva essere la strada principale della città: costeggia ad una estremità il teatro, situato più a monte e scavato nelle pendici dell’altura, e all’altra estremità sfocia nell’agorà, oltre la quale, nella zona più elevata, occupata oggi dal Santuario della Madonna Nera, doveva trovarsi l’acropoli.

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