Orto Botanico di Palermo

L’Orto Botanico dell’Università di Palermo è una tra le più importanti istituzioni accademiche italiane.

Considerato un enorme museo all’aperto, vanta oltre duecento anni di attività che gli hanno consentito anche lo studio e la diffusione, in Sicilia, in Europa e in tutto il bacino del Mediterraneo, di innumerevoli specie.

La peculiarità di questo Orto Botanico è rappresentata oggi proprio dalla grande varietà di specie vegetali ospitate, molte originarie delle regioni tropicali e subtropicali, che ne fanno un luogo ricchissimo di espressioni di flore diverse.

L’origine dell’Orto Botanico di Palermo risale agli ultimi decenni del XVIII secolo, epoca in cui ha inizio, nel regno di Napoli e di Sicilia, una fase storica connotata da numerose riforme e da grandi aperture nel segno della cultura europea di marca illuministica.

Le collezioni scientifiche dell’Orto Botanico dell’Università di Palermo hanno una consistenza rilevata in 3500 individui, consistente nel totale dei reperti coltivati in piena terra, una diversità vegetale che ammonta a 1692 taxa specifici e infraspecifici.

La componente fanerogamica e quella pteridofitica è rappresentata, rispettivamente, da 1675 e da 17 specie differenti.Esattamente si contano 166 famiglie rappresentate da 616 generi1507 specie19 sottospecie86 varietà6 forme e 56 nototaxa.

Un orto botanico si differenzia da un qualsiasi altro giardino perché le sue collezioni, oltre ad essere identificate scientificamente e disposte secondo canoni estetici, sono ordinate secondo criteri scientifici, prevalentemente secondo ordinamenti sistematici, tassonomici, fitogeografici, biocologici e tematici (alimentare, medicinale, colorante, tessile, ecc.).

L’Orto Botanico dell’Università di Palermo, che si estende su una superficie di più di 10 ettari, è schematicamente suddiviso in ordinamenti e settori, alcuni risalenti alla fondazione, altri creati in seguito all’ultimo ampliamento dei primi anni del secolo scorso, altri ancora risalenti a 15-20 anni fa, risultato della grande opera di arricchimento delle collezioni intrapresa a partire dagli anni ‘90 del secolo scorso.

I più importanti, sia per l’entità delle piante presenti sia per l’estensione, sono quelli a carattere sistematico, il sistema di Linneo, quello di Engler, il Palmetum e il Cycadetum.

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